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BA in lutto per la scomparsa di Maurizio e Giorgio

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E’ davvero un momento molto triste. Il destino ha voluto che Maurizio Balducci e Giorgio Piselli se ne andassero a poche ore di distanza, lasciando un vuoto grandissimo nelle loro famiglie e in tutto il mondo della Pallacanestro.

Maurizio e il suo carattere difficile, un vulcano di idee, l’uomo che in Umbria il mestiere dell’agente se l’era praticamente inventato. Un innovatore, un visionario, il primo su un sacco di cose, a pescare nel mercato internazionale, a spedire un italiano nella NBA, a utilizzare le nuove tecnologie sia nel reclutamento che nella promozione dei suoi giocatori, a fondare per loro una casa. Una sede concepita per stupire, per innovare, la PT House. Non aveva voluto allontanarsi dalla sua regione, nonostante la sua attività lo portasse spesso all’estero, a parlare, a contrattare con i grandi del Basket. E’ stato procuratore di gente del livello di Sarunas Jasikevicius, Nikola Vujcic e Sani Becirovic, oltre a due talenti candidati a un posto in lottery al prossimo Draft NBA, come Theo Maledon e Deni Avidija. Diceva di se stesso di sapere di essere antipatico, poteva sorprenderti con un messaggio o una riflessione sui massimi sistemi in qualsiasi ora del giorno o della notte. Dietro quel muro, eretto anche per ragioni professionali, sapeva essere solidale, empatico, molto diverso.

Giorgio, il coach e il professore. I suoi inizi al Don Bosco, poi al Grifone come assistente del mitico Jim McGregor, una esperienza incredibile come allenatore a Perugia, ma anche a Todi, Marsciano, Assisi. Ovunque ha lasciato un segno, per le capacità tecniche ovviamente, per la sua innata capacità di mettere sempre i suoi giocatori nelle condizioni migliori per poter esprimere il meglio. Frutto di uno studio costante, per nulla convenzionale, del gioco e dei suoi cambiamenti. Ostiche le sue zone, a volte incomprensibili, adeguate, capaci di incollartisi addosso e toglierti il ritmo. Chirurgico l’uso del pick and roll, dal quale nascevano scenari diversi a seconda delle scelte difensive. Pochi fronzoli, pochi cambi, molta, moltissima sostanza. E poi c’era l’uomo, l’insegnante, il punto di riferimento al quale dovremo ora rinunciare.

Ciao Maurizio, ciao Giorgio, ci mancherete un sacco.