L’Europa non fa sconti. Nemmeno se si tratta di quella minore. L’Alba piazza il primo schiaffo a Milano (83-67) che regge 25 minuti prima di lasciare il passo alla banda Obradovic, la cui fisicità è da Eurolega. Brilla Kikanovic, la decide con le triple Milosavljevic, mentre l’EA7 incassa certezze da McLean e Macvan, ma deve ritrovare il miglior Gentile per tornare veramente competitiva. Milosavljevic detta i ritmi (4 assist in pochi minuti), Loncar ringrazia e Milano fatica a trovare la quadra sotto canestro, con Barac sempre un passo indietro in difesa. All’8/8 iniziale dell’Alba partecipano pure Cherry e Akpinar per un +11 che manda subito l’EA7 in affanno. Repesa allora inziare a ruotare cercando l’assetto giusto che è quello con Gentile e Simon in campo e la coppia McLean-Macvan sotto canestro. E’ la coppia serbo-americana a guidare la risalita di una Milano che con la zona smette di concedere tiri facili da sotto ai tedeschi. Simon, finalmente tecnica e sostanza anche in Europa, imbuca il vantaggio EA7 (29-30). Obradovic si scalda, abbassa il quintetto, tenendo il solo Kikanovic sotto canestro e spremendo punti da Akpinar. Quando l’Alba pare pronta a ripartire ecco che l’ottimo Macavan (8 punti e 3 rimbalzi nel primo tempo) e McLean (7+5) la tengono lì, con Gentile che impatta (38-38) a un minuto dall’intervallo. Dopo il the caldo si accende la coppia Cherry-Kikanovic, quella che sta facendo le fortune dell’Alba anche in Bundesliga: 9 punti, infiocchettati dall’ennesima tripla di Akpinar che vale il break di 12-3 e Milano di nuovo in apnea. L’EA7 in attacco è solo McLean, unica alternativa al tiro da lontano che non entra mai. Berlino ha la partita in mano e non la molla più. A piegare definitivamente Milano ecco il filotto di triple di Milosavljevic. Così, tanto per chiarire, che questa Europa non è meno tenera di quella del piano di sopra. (dal nostro inviato Vincenzo Di Schiavi) Berlino: Milosavljevic 23, Kikanovic 16, Cherry 15. Milano: McLean 18, Macvan 13, Gentile 9.VENEZIA-ZENIT SAN PIETROBURGO 84-86 (17-19, 38-41; 58-59)Finale beffardo per l’Umana contro lo Zenit, un monumentale Green (29 punti, valutazione 38) trascina i granata a un passo dalla vittoria, ma a 2″ secondi dalla fine Owens fallisce il sorpasso. Umana senza l’infortunato Peric, a bordo campo con la mano destra ingessata. Ottimo impatto granata (5-0) con Bramos, gara gagliarda dei granata che riescono a limitare i tiratori russi. Venezia sul +6 (12-6), immediatamente rintuzzato da Timma (12-12). Ress guida l’Umana, Zenit avanti con Toolson solo allo scadere (17-19). Gara equilibrata, Toolson e Timma provano a far scappare San Pietroburgo (19-25), la reazione della Reyer è nelle triple di Goss (28-27). Altalena nel punteggio, Owens si fa valere a rimbalzo (38-36), ancora nel finale lo Zenit rimette la testa avanti (38-41). La Reyer ci crede, Green si scatena con 10 punti in rapida successione (52-47), San Pietroburgo sbanda, ma escono fuori Toolson e Dowdell (56-54). Si riparte con Puhskov che firrma il +5 esterno (58-63), ma Green e Bramos non pimpanti, Venezia risale e sorpassa (70-67). Zenit in volo nel finale (78-82) con Toolson implacabile, ma c’è sempre Green (82-84). Dowdell infila un libero (82-85), Green è indemoniato (84-85). Ultimi secondi da brivido: l’instant replay a 10! dalla fine premia l’Umana, ma Owens non riesce a concretizzare l’assist di Green sul -1 (84-86). Golovin segna solo un libero, non prende il ferro con il secondo e la Reyer rimette nella metà campo russa con 2! da giocare. Tocca a Ress cercare il colpo da birillo, tira sul contatto, la terna arbitrale lascia passare. (Michele Contessa) Venezia: Green 29, Bramos e Owens 14.Zenit: Toolson 21, Antipov 17, Timma 15.




