Fanno parte dello sport come della vita le vittorie e le sconfitte, ma quandoquest’ultime sono evidente frutto dell’illusione, o meglio di un distacco radicaledei propri piedi da terra, allora fanno ancor più male e rischiano di bruciare più alungo, incidendo non poco, se non si pongono rimedi immediati, in termini difacile vulnerabilità caratteriale della squadra come collettivo.Così il BCF a Terni ha espresso la controfigura esatta di se stesso, o almeno diquello che credeva essere dopo le ultime due vittorie . E dire che la gara si eraincanalata non sfavorevolmente, nel senso che alle nostre disattenzioni eimprecisioni ( a volte veramente clamorose e frutto di un approccio mentaleerrato sin dall’inizio) facevano da contraltare alcune palle perse ed errori infinalizzazione dell’avversario di turno . il risultato del primo minitempo quindi civedeva perfettamente in corsa ( 17-16 per i locali) per cui ragionevolmente, tenutoconto dell’entusiasmo della vigilia e dell’impatto di giocare in trasferta contro unasquadra di valore conclamato, avrebbe dovuto caricarci adeguatamente nelprosieguo della gara.Nemmeno per idea ! al rientro in campo dai 2′ di pausa, di fronte ad un Terni chesi permetteva di tenere a riposo Amodio dopo una prima frazione in cui ha fatto ildiavolo a quattro praticamente senza argini, viene da noi messo in bella mostratutto il campionario degli errori possibili e immaginabili, specialmente sul versanteoffensivo . Risultato : la miseria di appena 5 punti realizzati .Coach Bartolini striglia a dovere i ragazzi nello spogliatoio perchà© comunque,anche a -12 ( 33-21 all’intervallo lungo) la partita potrebbe ancora riaprirsi per noi,solo che ciascuno faccia la propria parte a beneficio dell’ottimale assetto dei 5 incampo . Macchè….neanche per sogno ; encefalogramma piatto ; anzi, i ragazzifanno esattamente il contrario di quello che viene loro chiesto. Dopo un sussulto di reazione nei primi minuti di inizio terza frazione, è sufficiente una bomba da 3del play locale di turno, con fallo e relativo tiro libero trasformato, per rimetteretutto in equilibrio e spegnere sul nascere ogni altra nostra velleità di rimonta.Mentre il nostro attacco continua a vivere solo di qualche estemporanea azionesolitaria, la quadrata compagine ternana inizia allora a trovare punti da ogniposizione e in ogni situazione, pescando per giunta anche (e soprattutto!) dallapanchina . Essendo la compattezza della zona una chimera, una difesa in bambolapermetterà di regalare di frequente facili penetrazioni, spesso condite da fallo etiro libero aggiuntivo. Ai nostri non riesce neppure l’obiettivo nell’ultimo tempo, difermare l’emorragia sotto i 20pt di scarto (finale 77-48) .La sensazione è che, riconoscendo a Terni l’ottima prestazione frutto di capacità individuali e tattiche che la rendono non da ora una delle formazioni più solide diquesto torneo, ci siamo fatti del male da soli . Ciù che è mancato, a parere di chiscrive, è stata soprattutto l’umiltà di riconoscere e di rimediare ai propri erroriindividuali, in stretta relazione con latitanza di quella grinta e determinazione cheda sempre è stata e vuol continuare ad essere il fiore all’occhiello del BCF . Senzaqueste fondamentali prerogative individuali, che qualificano in questo sportl’uomo ed il giocatore in simbiosi, risulterà in futuro pressochà© impossibilecostruire quel collettivo organico e vincente cui la nostra società sta impegnandosiper dare continuità al proprio apprezzato e riconosciuto passato, anche in tempirecenti . Confidiamo così caldamente che i giocatori riprendano con impegnoassiduo i prossimi allenamenti per fare in modo che quelle qualità lasciateintravedere e sporadicamente emerse in questa stagione, non rimangano solomestamente delle speranze perennemente racchiuse dentro un bozzolo . Ufficio stampa Basket Club Fratta





