Ciao Luce
 
Andrea al centro estivo
Ripartiamo, sapendo che è importante adesso non farsi prendere dallo sconforto, e cominciare a reagire. Lo facciamo con un grande peso nel cuore. Il peso di una mancanza, di un vuoto che non sarà facile colmare. Andrea se n’è andato. L’ha fatto a modo suo, da solo, con quella cocciutaggine che era tipica di un carattere non facile, ma che tutti avevamo imparato ad apprezzare. L’abbiamo saputo nel modo peggiore, una telefonata dal giornale nella mattinata di lunedì: “Conoscevate Andrea Lucentini? Era un ragazzo che giocava a basket…”. Quel verbo al passato, l’ansia di capire cosa fosse successo, la certezza della tragedia che assumeva contorni sempre più definiti. Un colpo tremendo, arrivato senza preavviso, senza che Andrea ci avesse in qualche modo permesso di capire, almeno di sospettare un disagio, una disperazione così profonda. Anzi, nell’ultima stagione tutti, allenatori, compagni di squadra ed anche allievi (si perché stava diventando anche un coach, aveva collaborato al centro estivo, allenava la squadra della scuola e partecipava agli allenamenti delle squadre giovanili) ne avevano apprezzato i progressi come atleta e come persona. Più aperto e sorridente del solito, pieno di impegni ed interessi, sempre presente e disponibile, coinvolto nelle nostre mille attività. A Pasqua saremmo andati assieme al torneo di Cervia, poi si ragionava della maturità da affrontare quest’anno (mai un problema a scuola, una intelligenza ed una sensibilità fuori dal comune), di quale strada scegliere per l’Università….
E invece, in un attimo, tutto è crollato. Quando la notizia è iniziata a trapelare, dirigenti, amici, compagni di squadra, allenatori si sono immediatamente riversati al palazzetto, increduli, attoniti. I ragazzi hanno reagito per primi, preparando uno striscione: “Ti vogliamo bene,…Luce…”. Poche, semplici parole, scritte con le lacrime agli occhi. Altri hanno preparato un pallone, che immediatamente si è riempito delle firme di tutti quanti, molti si sono ritrovati in parrocchia.
Tutti, con gli occhi gonfi, ma con la voglia di condividere il loro dolore con gli altri, di non sentirsi soli. E’ questa, forse, la lezione più grande che Andrea ci ha lasciato. Per questo motivo abbiamo deciso di non chiudere la palestra, e di allenarci, tutti assieme. Non è stato facile, ma tutti ci hanno provato, e di questo siamo orgogliosi.
Domani (mercoledì) saluteremo Andrea per l’ultima volta, alle tre e mezza alla Chiesa di Ponte San Giovanni. Abbiamo però ancora una preghiera da fare a tutti: non giudicate, se potete, non siate così presuntuosi dal volere a tutti i costi attribuire il vostro perché ad un gesto così disperato: il suo dramma Andrea se lo è portato via con se, in quella notte. Cerchiamo tutti di averne rispetto per per quello che ci ha dato in tutti questi anni, e per la sua memoria, che resterà con noi. Per sempre.
Ti vogliamo bene,…Luce….
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