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Usciamo dalle final four con l’onore delle armi e con tanta consapevolezza di aver intrapreso la strada giusta. Prima il verdetto: la Polisportiva Gubbio batte la Leo Ovito e si lancia verso la finale contro Castello. Alla sirena finale il punteggio è 64-57 dopo una gara combattuta e bella. Prima della palla due i coach Graziani/Bimbo avevano chiesto di crederci, di mandare un messaggio a Gubbio che non eravamo arrivati per non provarci. Il messaggio lo manda subito capitan Cacciamani che raccoglie la palla a due e schiaccia buttando dentro al canestro tutta la voglia di sorprendere gli eugubini, che, almeno nei primi possessi si trovano in difficoltà nel tenere il ritmo di gara, anche se il risultato li premia con due triple di Lombardini e Perez.
La Leo però non si scompone e continua a variare le difese ad ogni possesso, ricucendo lentamente il gap e addirittura mettendo la testa avanti poco prima della sirena, quando Gubbio però trova il 15-14 che le permette di guidare. Nel secondo parziale la Leo è chiamata a mescolare le carte visti i problemi di falli degli esterni Macchioni e Sebastiani ( gran prova di quantità la loro) ; Gubbio sente l’odore del sangue e continua a mitragliare il canestro con il solito Perez (che chiuderà con 30 punti e pochi errori) liberato da diversi blocchi e pick and roll. Il quintetto di casa riesce ad arrivare ad un massimo vantaggio di sette lunghezze ad un minuto dalla sirena, anche grazie all’esperienza dei suoi, chirurgici dalla lunetta. Gli arancioneri però non si scompongono più di tanto, trovando nuovi protagonisti come Borello, che segna e riavvicina la Leo, lasciando 4 punti tra le due compagini, gap questo, creato da troppe palle perse dei ternani. Nel terzo parziale le cose si mettono male per noi, visto che Gubbio scappa via fino ad un massimo vantaggio di undici punti che sembra indirizzare la partita verso un finale tranquillo, come da pronostico; ma è proprio qui che la gara cambia completamente. Seye diventa protagonista indiscusso, lottando su ogni palla e realizzando 4 punti che danno ossigeno e speranza; i canestri di “Momi” infondono coraggio ai leoni che con pazienza ritrovano il bandolo della matassa non lasciandolo più per tutto il resto della gara.
Tutto sembra girare al meglio e Gubbio comincia ad avere paura di perdere le final four a casa. Il canestro di Borello ad un minuto e mezzo dalla sirena da il +5 ai nostri (51-56) ma il successivo possesso vede un fallo di Cenciarelli sul tiro da tre punti di Lombardni. Il numero 10 di casa, un fattore per tutta la gara, segna il -2 che riapre una partita che sembrava compromessa. Da lì il palcoscenico si accende su Perez e Gasparini, giocatori di indiscussa leadership, che siglano due triple consecutive che fanno esplodere il palazzetto e consegnano le chiavi della finale a Gubbio, brava a crederci per tutta la gara. Noi ci teniamo gli applausi, i complimenti e la consapevolezza di essere cresciuti, onorando le final four come meglio non si poteva. Avevamo chiesto ai nostri ragazzi di tornare a casa, se si fosse perso, con la testa alta; beh siamo usciti dal campo sapendo che se avessimo vinto, non avremmo rubato nulla. Questo è il modo di crescere e concludere una stagione difficile, falcidiata da infortuni e tanta sfortuna sin dalla prima giornata. E’ stata una stagione dove in tanti hanno mollato prendendo la strada più facile, dove abbiamo subito squalifiche e abbiamo assistito ad un evoluzione del campionato ricca di partite vinte a tavolino che non hanno rispecchiato alla fine i valori messi in campo. Proprio questo però ha reso il gruppo compatto e sereno, voglioso di giocare insieme anche contro chi ci ha dati per morti troppo presto; questa è la vittoria più grande, insieme a quella di vedere in campo nell’ultima gara cinque giocatori nati negli anni ’90, compreso il piccolo Bossi, classe ’96, ieri sul parquet per quasi dieci minuti con grande impegno e piglio. In conclusione una parola per Paolo e Roberto, con il ringraziamento speciale del loro coach per essere stati pazienti e comprensivi, ma soprattutto per aver insegnato con il loro esempio cosa significhi indossare la maglia arancionera della Leo, con impegno, umiltà e dedizione.
Ora tutti in vacanza, sapendo che si tornerà presto in campo, per ripartire da dove siamo rimasti.
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